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Case Vacanze Sardegna

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Case Vacanze in Sardegna: un paradiso alla portata di tutti?

Quando leggo certe citazioni sulla Sardegna mi viene il volta stomaco. Viene descritta come un’isola selvaggia e sonnolenta in cui per secoli, gira gira, non è successo granchè. Niente di più sbagliato. Più leggo, e più mi rendo conto che la nostra storia è intricatissima e piena zeppa di vicende, non solo nelle città, ma anche nei centri più microscopici.

E’ mia opinione che, alla base c’è una narrazione commerciale sbagliata, stereotipata e fatta in casa, che per altro rischia addirittura di danneggiare il turismo. Da decenni si straparla di “diversificazione e destagionalizzazione del turismo”, proponendo senza criterio due o tre sagre qua e là, ma mai la vera identità di un posto, il vero tesoro, ancora non capisco perchè.

Una grossa fetta della mia generazione ad esempio, non è a conoscenza della propria storia. Come possiamo pretendere quindi di riuscire a “venderci” (termine bruttissimo) ai turisti? Con due Seadas? Parlando di “mirto e silenzio”? Con due nuraghi la cui storia nemmeno si conosce? Qualcuno in ambito accademico denuncia una sorta di conventio ad excludendum per quanto riguarda la storia antica Sarda che, in qualche misura potrebbe giustificare la nostra ignoranza e ritrosia nel proporre degnamente la nostra storia che vanta almeno 5000 anni di chiare evidenze, di una cultura assai differente e particolare rispetto al resto del mondo, qualcosa di cui dovremmo andare profondamente orgogliosi.

In Sardegna sono stati censiti oltre 8000 Nuraghi. Le Domus De Janas del periodo pre-nuragico che va dal 4.000 al 3.000 a.C. contano circa 2400. L’altare pre nuragico di Monte d’Accoddi, unico nel bacino del mediterraneo che ha tanto le sembranze di una Ziqqurat della Mesopotamia. Che dire dei Giganti di Mont’e Prama che, a buona ragione, potrebbero essere sufficienti a ribaltare l’importanza della Sardegna sul panorama della storia di tutto il mediterraneo. Ignoro le vestigia del periodo Romano e Punico, che trovano comunque ben piu imponenti e importanti realtà su tutto il territorio Italiano e pertanto non rappresentano certamente un unicum Sardo.

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Ora, tralasciando le grosse problematiche logistiche dell’isola, che meritano un capitolo tutto a parte,  se non si divulgano la nostra storia, la nostra cultura e la nostra l’identità a livello locale, il turismo interno in Sardegna difficilmente prenderà vita.  Sarà appannaggio delle solite realtà legate alle spiagge e sarà sempre e solo stagionale. La Sardegna di diritto potrebbe essere un museo a cielo aperto se solamente ci fosse un progetto volto a valorizzare il patrimonio archeologico in un’unica rete da diffondere sul panorama internazionale.

Una fondazione esistente in Sardegna cerca di fare qualcosa a riguardo, quella di Nurnet la rete dei nuraghi che, sul suo sito http://Nurnet.it pone le basi della propria missione:

  1. Modificare l’immagine della Sardegna nel Mondo centrandola maggiormente sul lascito del periodo prenuragico e nuragico
  2. Generare una rete di relazioni sociali fondata sul senso di empatia per il paesaggio archeologico specificamente e il paesaggio della Sardegna in senso ampio
  3. Generare economia indotta attraverso tutte le attività collaterali che potranno essere sviluppate a favore del territorio in generale e della Fondazione medesima
  4. Migliorare il grado di conoscenza della loro identità storica, spesso andato smarrita a causa delle dimenticanze della letteratura italiana

Il sito tra le altre cose, pone al suo centro un portale con la geolocalizzazione dei siti archeologici sia pre nuragici che nuragici: http://nurnet.crs4.it/nurnetgeo. Impressionante l’immagine scattata dal geoportale costellata da punti colorati sul tutto il territorio che evidenzia la ricchezza di siti in tutta la Sardegna.

Sardegna Geoportale NurnetL’idea di base nasce dalla convinzione che nel mercato moderno e globale del turismo l’unicità rappresenti una concreta possibilità di offrire un valore aggiunto al proprio territorio. Per la Sardegna questo vantaggio competitivo può essere riconducibile solo al patrimonio del periodo pre-nuragico e nuragico. Lo scopo precipuo di Nurnet è quindi quello di diffondere la conoscenza del periodo pre-nuragico e nuragico, evidenziando il valore delle innumerevoli testimonianze archeologiche di quel periodo, in maniera da riposizionare adeguatamente l’immagine dell’isola e consentirne l’identificazione sul mercato della domanda turistica mondiale. La chiave del successo del marchio è una strategia bottom up, volta alla costruzione di una rete di relazioni, tra la Fondazione e l’utenza, intesa come parte integrante del progetto, gestite sul portale Nurnet, sui social network e nel rapporto diretto attraverso l’organizzazione di eventi e di campagne societarie.

A tale scopo nel 2014 la fondazione approccio l’allora Assessore del Turismo, Artigianato e Commercio con questo documento: http://www.nurnet.net/blog/la-prima-bozza-del-progetto-che-nurnet-ha-proposto-allassessore-al-turismo-della-ras/ Ad oggi non si vede all’orizzonte nulla di promettente da parte della regione Sardegna in tal senso e nulla sul versante dei problemi di trasporto, nodo cruciale per qualsiasi progetto di rilancio della Sardegna.

Qui cito uno stralcio dal sito di Nurnet molto eloquente e esplicativo:

In che contesto sociale ed economico si pone il progetto Nurnet?

La Sardegna ha caratteristiche di territorio “lento” in cui è evidente un’attitudine diversa rispetto a territori più ricchi. Anche l’insularità determina l’impossibilità di competere sul piano della crescita continua e della competizione globale. In questo scenario lo sviluppo non deve essere inteso come “crescita” ma come miglioramento della qualità della vita che abbia al centro non il livello dei consumi ma il benessere sociale.
Il progetto Nurnet concorre a una visione di territorio che attribuisce valore all’identità, al capitale sociale e al patrimonio culturale endogeno.
La Sardegna ha un patrimonio archeologico di epoca pre nuragica e nuragica pochissimo valorizzato e Nurnet identifica in esso l’unicità da offrire al mercato del turismo globale.
La valorizzazione dei territori minori e del loro patrimonio culturale, materiale ed immateriale, passa infatti per il binomio identità (Heritage – cfr documenti della Commissione europea) e turismo.
L’identità è qui intesa come “l’insieme di specificità di un sistema territoriale, ricercate al fine di conseguire competitività, nel confronto con altri territori e quindi nella capacità di generare valore”. Esse si individuano negli edifici e monumenti storici; paesaggio prevalente, flora e fauna; lingua, letteratura, musica e arte; eventi e tradizioni popolari; stili di vita tradizionali.
Questo è un modello ampliamente applicato nei paesi anglosassoni in un’ottica non di mera tutela ma come fattore di sviluppo.
Da noi manca la capacità d’applicazione. La politica non ne è stata capace e Nurnet cerca di contribuire al processo di avvio dal basso, con tecniche di basso costo e di non profit.

Vi invito a visitare il sito di Nurnet e partecipare alla visione di questo manipolo di Sardi, con una visione chiara sulle potenzialità del territorio della Sardegna e date un’occhiata a questa pagina facebook: https://www.facebook.com/archeofoto da cui ho tratto alcune foto che rendono onore alla storia millenaria Sarda.

 

 

 

 

 

 

 

 

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Bruno Riccardo Pala

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